Ci ho passato due settimane, di solito venti secondi alla volta: ed è esattamente questo il punto. Mini Basketball prende la pallacanestro e la riduce all'osso — personaggi tozzi, campo corto, un possesso e via — senza mai sembrare povero. È il motivo per cui lo mettiamo davanti a tutti.
Un tocco muove il giocatore, il secondo passa o tira. Bastano due dita per aprire una linea e cercare la schiacciata; ma tra un canestro e l'altro capisci in fretta quando forzare e quando aspettare. Facile da prendere in mano, meno banale di quanto sembri.
Fuori dal campo c'è la parte che non ti aspetti: raccogli e potenzi i giocatori, monti il quintetto e sposti l'equilibrio tra tiro, regia e centimetri sotto canestro. Gli eventi a tempo danno un motivo per rientrare, senza quella fretta ansiosa di certi gestionali.